Deutschlektoren an der Universitšt Urbino
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La mia esperienza Erasmus a Vienna
(di Marcella Sorbellini)

Da quando ho iniziato a studiare lingue all'Università ho messo in conto che sarebbe stato necessario un soggiorno all’estero. In molti mi avevano parlato di come fosse bella l'esperienza Erasmus, e di quanto questa, prima di essere un'esperienza universitaria e di studio, fosse un'esperienza di vita. Ho dunque deciso a marzo del mio secondo anno di studio di fare domanda per una borsa di studio per un paese di lingua tedesca.

Scelta della città
Devo dire che la scelta di Vienna non è stata tra le più semplici. Innanzitutto perché è una borsa di nove mesi, quindi di un intero anno accademico, e poi perché è una grande città e si sa che la burocrazia, l’università e il cercare di stringere amicizia sono fattori un po’ più complicati rispetto magari ad un ateneo minore. Ma devo dire che tolto lo stress iniziale poi le cose sono andate per il meglio. Dovendo seguire pochi corsi (4 per la precisione, per un totale di 8 ore settimanali) avevo molto tempo a mia disposizione e per questo motivo ho deciso di frequentare corsi extra-accademici organizzati dall’"Universitäts-Sportinstitut" dove si ha la possibilità di frequentare i corsi più disparati: dal nuoto al tiro con l'arco, dalla danza classica alla ginnastica circense. E poi Vienna è una città che offre molto. Pur essendo una capitale è in realtà una città veramente tranquilla, ordinata, educata, elegante.

Lingua e dialetto
Per quanto riguarda la lingua, in molti mi avevano sconsigliato di andare in Austria perché si parla un dialetto molto accentuato: devo dire però che non ho riscontrato grosse difficoltà nel capire, anzi. Dopo aver capito che invece di dire "Straße" dicono "Stroße" poi si va alla grande, no?

Scelta del semestre

Se dovessi decidere per una borsa di 6 mesi, sceglierei il "Wintersemester", ovvero il primo semestre, in modo da non perdere gli esami scritti di maggio, e poi perché penso che i paesi di lingua tedesca siano più tipici d’inverno, con il tipico "Christkindlmarkt", il mercatino natalizio, la neve (che però a Vienna non mi è capitato di vedere perché – così mi hanno spiegato – essendo una città molto ventilata, è molto raro che i fiocchi riescano ad appoggiarsi al terreno), le zuppe calde delle taverne tipiche ecc. Insomma, se dovessi ripartire ripartirei per il primo semestre, anche se pure il secondo semestre ha i suoi vantaggi, ad esempio i pic-nic nei parchi, le tradizionali grigliate ecc.

Iter burocratico
Per prima cosa bisogna recarsi all'Ufficio Relazioni internazionali di Urbino, che si trova di fronte alla porta delle segreterie generali. Generalmente si può fare la domanda a partire da marzo per l'anno accademico successivo. Si deve dunque compilare la domanda per una borsa di studio Erasmus cartacea e indicare le mete preferite. Le mete preferite sono tre: la prima è quella nella quale desiderate di più andare e poi le altre due come seconda o terza scelta. Le scelte servono nel momento in cui dovesse verificarsi un caso di doppia richiesta della stessa destinazione: in tal caso vince chi prende un maggior voto al colloquio. Per quanto riguarda quest’ultimo, il più delle volte è una formalità, e non bisogna preparare niente in particolare, semplicemente portare le proprie conoscenze della lingua tedesca, quindi: "keine Sorge"!

Learning agreement / Accordo didattico
Dopo aver superato il colloquio e aver accettato di partire, si stipula il Learning agreement, ovvero l'accordo didattico, con il professore responsabile della vostra destinazione che normalmente è anche quello con il quale avete sostenuto il colloquio. L’accordo didattico è in generale – in particolar modo all'inizio – qualcosa di molto approssimativo. Questo perché dai vari siti internet delle università straniere spesso non si riesce a capire bene di che tipo di corso si tratti o della difficoltà. Come vi diranno anche le persone responsabili dell'Ufficio Relazioni internazionali, la maggior parte degli studenti lo cambia almeno una volta. Questo accordo deve poi essere firmato da entrambi i vostri coordinatori didattici, quello italiano e quello austriaco o tedesco (il nome del coordinatore straniero vi verrà dato dall'Ufficio Relazioni internazionali appena vi sarete registrati) e dai due Uffici Relazioni internazionali. Per quanto riguarda la convalida in Italia, da qualche anno, grazie ad un rigido regolamento interno, non ci sono più problemi con professori italiani troppo esigenti: se il Learning agreement viene firmato da tutte le persone responsabili non si hanno più problemi nella convalida. Così è stato per me. Tra l’altro, se per esempio si sostiene un esame in Germania o in Austria che vale 5 CFU, in Italia possono aumentarvi di 1 CFU e convalidarvi ad esempio un esame di 6 CFU (questa regola può essere valida solo per 1 CFU e non per due o più).

Corsi per studenti Erasmus
Per quanto riguarda i corsi da seguire, ce ne sono alcuni di lingua proprio per ragazzi Erasmus o comunque ragazzi stranieri sia prima di iniziare l'anno accademico (di solito a pagamento) sia durante l'anno accademico con un esame finale. Io avevo deciso di non seguirli perché generalmente sono per persone che non hanno mai studiato la grammatica tedesca e perciò sarebbe stata una ripetizione e comunque non mi sarebbero poi stati convalidati una volta tornata in Italia.

Alloggio
In Austria esistono collegi molto famosi gestiti dall'ÖAD e generalmente sono molto ben tenuti e, per i servizi che offrono, non hanno nemmeno una spesa eccessiva. Questi collegi sono anche una buona occasione per fare conoscenza. In generale sono molto conosciuti da ragazzi stranieri e per questo pullulano di ragazzi che sono lì alla ricerca di amicizia come voi.

Problemi iniziali
All'inizio c'è sempre una gran confusione che si può riscontrare soprattutto in una grande città e che può essere di natura burocratica, di conoscenza stessa della città o del sistema universitario. Vi assicuro che è così per tutti gli studenti Erasmus, che vengano dall’Olanda, dalla Norvegia o dalla Lettonia. Ma dopo le prime due, tre settimane le cose cominciano a stabilizzarsi un po', si comincia a fare conoscenza di altre persone, austriaci/tedeschi o ragazzi provenienti dalle varie nazioni europee. A questo proposito il consiglio è di prendere parte ad ogni festa o gita organizzata dall'Ufficio Erasmus o da un'organizzazione Erasmus, ad esempio a Vienna esiste un'organizzazione chiamata ESN Wien che organizza dai "Flag-party" alle gite sulla neve e così via. Questi incontri sono molto importanti e aiutano a conoscere gente e a fare amicizia. La mia raccomandazione è di non chiudersi in un gruppetto di italiani, che sono molto facili da trovare, ma è giusto dargli il giusto peso. E' molto facile purtroppo crearsi la propria "Little Italy" all'estero dove tutto è straniero e coccolarsi nella propria cultura. Però il rischio è quello di tornare senza aver imparato la lingua e senza aver assaporato un po' di cultura tedesca.

Conclusione
Devo dire che vale assolutamente la pena fare un'esperienza di questo tipo al di là di qualsiasi complicazione iniziale. Parola chiave: PARTIRE o meglio LOSFAHREN!
Un ultimo consiglio, questa volta cinematografico: alcuni anni fa è uscito un film intitolato "L'appartamento spagnolo" ed ha come tema proprio l'esperienza Erasmus. Anche se si tratta di un ragazzo francese che parte per la Spagna, ma la natura dell'Erasmus non ha differenze di Nazioni, ed è un motivo in più per guardarlo.

L'Erasmus è un'esperienza che apre la mente e cancella ogni confine!

 
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